Intimidazioni amministratori – Bianco (Anci): “Decisive sinergia tra attori, informazione preventiva e azioni tempestive”


“Lo spirito di squadra tra tutti i soggetti coinvolti, l’informazione preventiva e la tempestività delle azioni sono fattori critici di successo per contrastare il fenomeno delle intimidazioni agli amministratori locali, oggetto di atti molto frequenti che non hanno soltanto una matrice criminale ma sono spesso la reazione illegale a scelte amministrative non gradite”. Lo ha affermato il presidente del consiglio nazionale Anci Enzo Bianco, intervenendo in streaming alla giornata formativa del corso da viceprefetto, proprio sul tema degli atti intimidatori nei confronti degli amministratori locali.
Secondo i dati tratti dal Rapporto 2019 ‘Amministratori sotto tiro’ di Avviso Pubblico, “una minaccia su tre non ha matrice criminale ma ha origine da scelte amministrative sgradite”, ha evidenziato Bianco. Mentre “l’esposizione alle minacce degli amministratori è enormemente aumentata anche per la diffusione dei social media che – ha ricordato il Presidente del CN Anci – sono sempre più spesso il luogo dove iniziano le intimidazioni e che poi creano un effetto di emulazione: circa il 15% degli episodi ha origine proprio nei social media network”.

Come rispondere concretamente per ridurre questo fenomeno? Per Bianco il primo passo da compiere non può che essere “l’attuazione concreta delle disposizioni della legislazione vigente” che deve però essere affiancata “dall’esecuzione della Carta di Lamezia, promossa giusto dieci anni fa dall’Anci coinvolgendo la Scuola superiore della Pubblica amministrazione, Confindustria e Ministero della Giustizia per introdurre azioni concrete per reprimere illegalità ed intimidazioni”.
Ma su tutto deve prevalere lo spirito di squadra con cui tutti gli attori territoriali affrontano i problemi. “Lo posso testimoniare con la mia esperienza di sindaco di una città meridionale con alto tasso di criminalità mafiosa: i risultati ottenuti, dalla bonifica di alcuni quartieri del centro finiti in mano alle cosche, alla demolizione di costruzioni abusive nell’Oasi del Simeto, non sarebbero stati possibili senza la sinergia con la Magistratura, le forze dell’Ordine, la polizia locale e le associazioni anche di volontariato attive sul territorio”, ha concluso Bianco.

Roma, 2 dicembre 2020

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