Reddito di dignità - Presentate le linee guida per l'utilizzo delle risorse

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Reddito di dignità - Presentate le linee guida per l'utilizzo delle risorse

Giovedì 21 gennaio sono state presentate dalla Regione Puglia, in una videoconferenza con gli Ambiti Territoriali Sociali, le Linee guida per l’utilizzo delle risorse per l’attuazione di azioni di supporto specialistico da realizzare in collaborazione con soggetti del terzo settore al fine di qualificare la presa in carico dei cittadini destinatari finali della Misura regionale ReD (Reddito di Dignità).

            Approvate il 22 dicembre dello scorso anno con la Determinazione n. 1254, le suddette Linee guida sono il frutto di un proficuo lavoro di condivisione che ha visto coinvolti, al tavolo di partenariato, il Dirigente della Sezione Inclusione sociale attiva e Innovazione e il Forum del Terzo Settore della Puglia.

Il Reddito di Dignità prevede per i beneficiari la sottoscrizione di un Patto per l’inclusione sociale attiva con l’obiettivo di realizzare un percorso personalizzato di inclusione partendo dal profilo psico-sociale, comunitario e professionale del nucleo familiare destinatario. In base alle competenze individuali e familiari rilevate in sede di analisi, ogni cittadino beneficiario di ReD è tenuto a un impegno di almeno 62 ore settimanali, di cui almeno la metà impiegate in attività di tirocinio per l’inclusione sociale, progetti di sussidiarietà o lavoro di comunità.

Un ruolo fondamentale è affidato ai 45 Ambiti territoriali pugliesi che, di concerto con gli Enti del Terzo Settore (ETS nel Codice del Terzo Settore), devono formulare un “Piano operativo” al fine di offrire una rete di accompagnamento ai beneficiari del ReD, con una particolare attenzione a quelli ritenuti in condizione di particolare fragilità sociale e vulnerabilità.

            Tale Piano può prevedere almeno tre direttrici. La prima può fare riferimento a interventi quali attività di ascolto, supporto psico-sociale e counseling, nonché orientamento rispetto a opportunità formative e occupazionali, accompagnamento mirato per l’accesso a servizi, prestazioni e strutture, e percorsi di alfabetizzazione digitale finalizzati al superamento del digital divide.

            La seconda direttrice riguarda l’attivazione di percorsi personalizzati volti a rinforzare il Patto di inclusione. Tra questi citiamo, ad esempio, attività di supporto di vario tipo: dal supporto psico-sociale a quello alla genitorialità, dalla mediazione familiare a interventi finalizzati a migliorare la capacità di gestione del budget familiare. Con la terza direttrice, infine, si prevedono le azioni “di sistema” finalizzate al monitoraggio dei percorsi di inclusione avviati.

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