Recovery plan: Le Anci del Mezzogiorno d’Italia chiedono un incontro al governo

All’indomani dei lavori del Coordinamento delle ANCI del Mezzogiorno d’Italia, riunitosi per discutere di Recovery Plan per il Sud analizzando criticità e proposte di sviluppo per i territori dell’Italia meridionale, è stata predisposta una nota che sarà inviata al Presidente del Consiglio, Mario Draghi, e alle ministre Mara Carfagna e Maria Stella Gelmini, con deleghe per il Sud e la Coesione sociale e per le Autonomie locali.
Nella lettera, firmata dal presidente di Anci Sicilia, Leoluca Orlando, da Gianguido D’Alberto, presidente Anci Abruzzo, da Salvatore Adduce, presidente Anci Basilicata, da Francesco Candia, presidente facente funzioni Anci Calabria, e da Carlo MarinoDomenico VittoPompilio Sciulli ed Emiliano Deiana , rispettivamente presidenti di Anci Campania, Anci Puglia, Anci Molise e Anci Sardegna, si evidenzia la necessità di avviare un confronto con il Governo  su Next Generation EU e nuova programmazione 2021-2027 tenendo conto del concreto contributo che gli enti locali del Mezzogiorno possono offrire alla ripresa del Paese.
“Il Sud,  – si precisa nella nota – che rappresenta un enorme bacino di risorse culturali, umane e naturali, può essere una grande opportunità di ritorno, non solo economico, degli investimenti previsti dal Next Generation UE e dal nuovo ciclo di Programmazione. Perché ciò sia possibile è necessario un processo riformatore che consenta agli enti locali di poter utilizzare competenze, risorse e procedure adeguate alla grande sfida europea, evitando che si confermi ed aumenti il divario istituzionale e territoriale e, sul versante dei diritti e dei servizi, si allarghino le disuguaglianze tra cittadini italiani. Tutto questo anche con l’obiettivo di consentire l’avvio della transizione digitale ed ecologica”.
“L’incontro svoltosi ieri – conclude il presidente Orlando – rappresenta un’ulteriore tappa  di un percorso, avviato nei mesi scorsi, che ha visto anche momenti di interlocuzione con il Governo precedente e che nasce dall’esigenza di porre rimedio ad una profonda  diseguaglianza fra il livello comunale e gli altri livelli di governo nazionale, come più volte evidenziato dall’Anci,  che riguarda l’ambito finanziario, le  procedure e l’organizzazione oltre alla capacità progettuale e organizzativa delle realtà comunali. A questo primo grande divario istituzionale si aggiunge però la cosiddetta  “questione meridionale”  che consiste in una vera e propria condizione di diseguaglianza territoriale   ed economico-sociale che è caratteristica del Mezzogiorno d’Italia. Riteniamo che siano maturi i tempi perché si porti avanti un percorso di effettiva unificazione”.

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