Incendi boschivi: al via la campagna AIB 2026: le raccomandazioni del Ministero ai Comuni

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4 Giugno 2026

Evidenziato il ruolo dei sindaci nella prevenzione, nell’informazione ai cittadini e nell’aggiornamento della pianificazione di protezione civile.

In vista della stagione estiva, il Ministro per la Protezione civile e le Politiche del mare ha trasmesso le consuete raccomandazioni per un più efficace contrasto agli incendi boschivi e agli incendi in zone di interfaccia urbano-rurale, nonché ai rischi conseguenti. Il periodo di svolgimento delle attività di lotta attiva agli incendi boschivi (AIB) è fissato dal 15 giugno al 15 ottobre 2026.

Nelle raccomandazioni ministeriali viene richiamato il ruolo centrale dei sindaci, quali autorità territoriali di protezione civile, chiamati a garantire l’organizzazione delle risorse comunali, l’attivazione della pianificazione vigente e l’adozione di misure preventive e informative a tutela della popolazione.

Tra le principali indicazioni rivolte ai Comuni figurano il rafforzamento delle attività di informazione e sensibilizzazione dei cittadini, l’aggiornamento del Catasto delle aree percorse dal fuoco, la revisione dei Piani comunali e intercomunali di protezione civile, con particolare attenzione agli scenari di interfaccia urbano-rurale, e il potenziamento delle attività di vigilanza sul territorio da parte della Polizia locale e delle organizzazioni di volontariato.
Il documento evidenzia come il quadro registrato a livello europeo nel corso del 2025 abbia mostrato un aggravamento del rischio incendi, determinato dagli effetti dei cambiamenti climatici, dai prolungati periodi di siccità e dalle sempre più frequenti ondate di calore. Per questo motivo viene ribadita la necessità di affiancare alle attività di spegnimento una pianificazione efficace delle misure di prevenzione e mitigazione del rischio, fondata sulla collaborazione tra istituzioni, cittadini e soggetti gestori del territorio.

Particolare attenzione viene inoltre posta alle misure di prevenzione non strutturale, attraverso interventi di pulizia della vegetazione e riduzione del materiale combustibile nelle aree pubbliche e private, nonché alla tutela dei beni culturali, archeologici e paesaggistici maggiormente esposti al rischio incendi, soprattutto nelle aree interessate da elevati flussi turistici.
I Comuni sono pertanto invitati a verificare tempestivamente l’aggiornamento degli strumenti di pianificazione e a promuovere tutte le azioni preventive necessarie per affrontare la stagione estiva.

A supporto delle iniziative che gli enti locali vorranno promuovere sul territorio, si segnalano inoltre i materiali della campagna nazionale “Io non rischio” e il Vademecum per la protezione delle abitazioni a rischio di incendi di interfaccia, realizzato da Anci e dal Corpo nazionale dei Vigili del fuoco, strumenti utili per diffondere la cultura della prevenzione e accrescere la consapevolezza dei cittadini sui comportamenti da adottare prima, durante e dopo un’emergenza.

Nel dettaglio, per punti, i principali contenuti e gli indirizzi operativi richiamati nel provvedimento ministeriale:

  • Tutela del patrimonio culturale: Viene posta attenzione sulla necessità di pianificare, d’intesa con le autorità competenti, specifiche misure di salvaguardia per i siti di interesse storico, archeologico, paesaggistico e culturale, con particolare riferimento a quelli interessati da elevato afflusso turistico.
  • Informazione alla popolazione ed educazione al rischio: Viene raccomandata la promozione di campagne informative rivolte ai cittadini sui comportamenti corretti da adottare per prevenire gli incendi o per l’autoprotezione in caso di emergenza. A supporto di tale attività, oltre ai materiali della campagna nazionale Io non rischio, si segnala il Vademecum per la protezione delle abitazioni a rischio di incendi di interfaccia, realizzato congiuntamente da ANCI e dal Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco.
  • Catasto delle aree percorse dal fuoco: Viene richiamato l’obbligo di legge (L. 353/2000 e D.L. 120/2021) relativo alla perimetrazione, al censimento e all’aggiornamento costante del Catasto dei soprassuoli colpiti da incendi, per il quale i Comuni possono avvalersi dei rilievi cartografici messi a disposizione dall’Arma dei Carabinieri.
  • Pianificazione locale e scenari di interfaccia: Si evidenzia l’opportunità di procedere alla revisione o all’aggiornamento speditivo dei Piani di Protezione Civile comunali o intercomunali, definendo accuratamente la mappatura delle aree a rischio di interfaccia urbano-rurale e le relative procedure di allertamento. Viene inoltre indicata l’elaborazione di specifici piani di emergenza per insediamenti, infrastrutture e impianti turistici (anche a carattere stagionale) limitrofi ad aree boscate o vegetate.
  • Controllo del territorio e Volontariato: Viene sollecitata l’intensificazione delle attività di vigilanza da parte della Polizia Locale nei periodi a maggiore rischio, unitamente all’ottimizzazione del coordinamento delle Organizzazioni di Volontariato di protezione civile per compiti di sorveglianza, avvistamento precoce e presidio territoriale.
  • Misure di prevenzione non strutturale: Si raccomanda di incentivare gli interventi di pulizia della vegetazione e di riduzione della massa combustibile. Tali azioni vanno promosse sia sulle aree comunali sia, tramite ordinanze o attività di stimolo, nei confronti dei soggetti privati e degli enti gestori delle reti viarie, ferroviarie ed energetiche presenti sul territorio.

Foto Saravanan Narayanan

TAG Incendi boschivi, Ministero Protezione civile, Protezione Civile
Antonio Branca