Il sindaco di Taranto Pietro Bitetti parla della XX edizione dei Giochi Mediterraneo in programma dal 21 agosto al 3 settembre.
(Anci Nazionale) “Giochi del Mediterraneo, un riscatto meritato oltre le emergenze”. Così il sindaco di Taranto, Pietro Bitetti a margine dalla cerimonia di apertura della XX edizione del grande avvenimento sportivo in programma dal 21 agosto al 3 settembre.
“Taranto è il luogo ideale, cuore pulsante dei Giochi, per vocazione e prospettiva, perché dopo aver sperimentato quanto possano ferire i conflitti, soprattutto quelli immateriali, sa usare parole di pace per trasformare il ricordo del dolore in una promessa di unione, dialogo e rinascita. Taranto – continua – ha imparato faticosamente a fare sintesi: oggi, attraverso lo sport, tenta di riscrivere il proprio destino e di farsi portavoce di un territorio troppo spesso segnato da divisioni. Lo fa riaffermando un principio essenziale: l’appartenenza alla medesima famiglia umana, con la consapevolezza che solo insieme possiamo superare gli ostacoli che impediscono la nostra compiuta realizzazione come comunità”.
Una storia secolare: “la centralità di Taranto non è un primato che scopriamo oggi, è la Città dei due mari che si affaccia sul Mediterraneo, città plurimillenaria, avamposto dell’espansione magnogreca nell’Italia meridionale, presidio delle rotte commerciali, porto civile e militare, sede industriale, oggi straordinario esempio di rinascita e transizione”.
Spenti i riflettori sui Giochi, quale sarà l’eredità per la comunità? “
Impianti, infrastrutture e un immenso patrimonio che la città avrà cura di preservare. L’auspicio – prosegue il sindaco – è che i Giochi ci insegnino a vivere i luoghi con maggiore consapevolezza e rispetto, di comprendere che uno stadio, una palestra, una pista ciclabile, siano posti dove sperimentare la nostra capacità di essere comunità, dove coltivare un futuro che la trasformi in città delle alternative, di buona economia fatta di eventi, sport e diversificazione.
“La sfida dei Giochi – conclude Bitetti – è scoprire che possiamo cambiare andando oltre ciò che siamo stati per decenni, nel bene e nel male”.





