Fase 2 – Anci chiede a Regione intervento urgente a sostegno di Comuni e imprese del territorio

Per il presidente Anci Puglia Domenico Vitto: “Intervento Regione quanto mai indispensabile in questo momento, per superare emergenza e gestire passaggio alla Fase 2, per sostenere Comuni, imprese e comunità, per coordinare ripartenza, definendo programmi, linee guida e regole certe, per scongiurare possibili rivolte sociali.”

In una nota inviata al Governatore Emiliano, il presidente Anci Puglia Domenico Vitto, ha chiesto l’intervento urgente della Regione a sostegno dei Comuni e delle imprese del territorio. “Sono a rappresentare il forte stato di apprensione dei sindaci pugliesi alle prese con una crisi di liquidità senza precedenti, causata dall’emergenza sanitaria in atto, allarmati anche per gli effetti di carattere socio-economico che interessano imprese e cittadini dei propri territori. – scrive il presidente Anci Puglia – Molti Comuni sono in seria difficoltà, l’assenza di risorse dovute alle mancate entrate derivanti da Tari, occupazione suolo pubblico, canoni per mercati,  parcheggi, multe, rette asili, mense scolastiche e poi la tassa di soggiorno dovuta al blocco totale del turismo, rischia di mandarli in default compromettendo servizi essenziali alle comunità. In attesa di un concreto piano di aiuti da parte del Governo nazionale, – continua Vitto – sono a chiedere urgentemente l’attivazione di un tavolo di concertazione per definire strumenti e misure economiche compensative di sostegno, da parte della Regione, a favore dei Comuni, per evitarne il default e il conseguente blocco dei servizi municipali. Inoltre, anche in vista dell’approssimarsi della cosiddetta Fase 2, ritengo indispensabile porre in essere una ulteriore azione di sostegno regionale, verso tutte le attività economiche e produttive colpite dalle restrizioni emergenziali. L’intervento della Regione è quanto mai indispensabile in questo momento, per superare l’emergenza e gestire il passaggio alla cosiddetta Fase 2, per sostenere Comuni, imprese e comunità, per coordinare la ripartenza, definendo programmi, linee guida e regole certe, per scongiurare possibili rivolte sociali.”

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