Welfare - Previdenza: Anci, “Riscrivere un nuovo patto civile e sociale per rilanciare il Paese”

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Welfare - Previdenza: Anci, “Riscrivere un nuovo patto civile e sociale per rilanciare il Paese”

“Nel 2019, l’Anci ha sottoscritto un accordo quadro con la Caritas e l’Inps al fine di promuovere la collaborazione a livello locale per intercettare le persone più fragili e assisterle. Oggi questo accordo è stato rinnovato coinvolgendo anche la Comunità di Sant’Egidio”, ha ricordato Luca Vecchi, sindaco di Reggio Emilia e delegato Anci al welfare, intervenendo nella presentazione del progetto “Inps per tutti”. Infatti, c’è una crescita della povertà assoluta – ha aggiunto – la situazione socioeconomica si presenta difficile e delicata, non risolvibile in tempi rapidi. Lo scenario che si creerà impone la collaborazione fra istituzioni, terzo settore e cittadini. Da soli non si va da nessuna parte – ha rimarcato il sindaco di Reggio Emilia – pertanto, dobbiamo cogliere la pandemia come opportunità di un nuovo modello sociale. In altre parole, significa riscrivere un nuovo patto civile e sociale che soppianti in parte il primato dell’economia e del profitto che ha segnato i decenni precedenti. Lo possono e lo devono fare soprattutto le associazioni come Anci, Caritas, Comunità di Sant’Egidio ed altre che operano nei territori, corpi intermedi importanti e rappresentativi di pezzi rilevanti di società civile”. L’evento online è stato introdotto da Pasquale Tridico, presidente dell’Inps, che si è soffermato soprattutto sull’Assegno unico, la nuova misura semplificata e varata per riunificare le precedenti prestazioni vigenti a sostegno delle famiglie, di cui possono fruire disoccupati, incapienti e autonomi, che sarà a regime del 1° gennaio 2021, fino ad allora si dovrà gestire una fase di transizione. Il presidente dell’Inps ha sottolineato che la procedura di accesso alla misura è stata semplificata, anche se le famiglie particolarmente disagiate e tecnologicamente impedite potrebbero incontrare alcune difficoltà operative. Ecco perché occorre fornire sostegno e formazione. “A fruirne – ha detto Tridico – possono essere disoccupati, incapienti e autonomi. Sarà a regime del 1° gennaio 2021, fino ad allora si dovrà gestire una fase di transizione”.

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