Polizie locali – Bianco (Anci): “Fondo nazionale unico per gestire richieste sicurezza dei cittadini”

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Polizie locali – Bianco (Anci): “Fondo nazionale unico per gestire richieste sicurezza dei cittadini”
28 Febbraio 2023

Il presidente del Consiglio nazionale Anci alla presentazione dell’XI Rapporto sulle attività delle Polizie Locali. Il vicepresidente e delegato Sicurezza Buonajuto: “Gambe alla legge sull’educazione civica voluta dai sindaci”. Nicotra segretario Anci: “Un tavolo con Viminale per definire i passaggi inattuati della legislazione”. Testo integrale Rapporto abstract – Tra le MENZIONI SPECIALI riconoscimento “Sicurezza urbana” al comando di Bari.

“Unificare gli strumenti di finanziamento già esistenti per i Comuni in un unico Fondo nazionale sicurezza urbana con cui rispondere alle diverse finalità che arrivano dalle differenti realtà territoriali, ed anche per far fronte alle complesse richieste di sicurezza che i cittadini rivolgono ai sindaci”. A chiederne l’istituzione è stato Enzo Bianco, Presidente del Consiglio nazionale dell’Anci, intervenuto alla presentazione dell’XI Rapporto sulle attività delle Polizie Locali 2022 (testo integrale Rapporto abstract) illustrato in un convegno cui ha partecipato il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi.
“In questo fondo, dovranno confluire le risorse del Fondo sicurezza urbana, quelle destinate a varie iniziative (‘Scuole sicure’, ‘Spiagge sicure’, ‘Laghi sicuri’ e ‘Truffe agli anziani’), come quelle per l’installazione e il potenziamento dei sistemi di videosorveglianza nei Comuni”, ha precisato. “In questo fondo, dovranno confluire le risorse del Fondo sicurezza urbana, quelle destinate a varie iniziative (‘Scuole sicure’, ‘Spiagge sicure’, ‘Laghi sicuri’ e ‘Truffe agli anziani’), come quelle per l’installazione e il potenziamento dei sistemi di videosorveglianza nei Comuni”, ha precisato. Il presidente del Cn Anci ha anche ribadito la contrarietà dell’Anci all’idea che sembra affacciarsi di dare vita a corpi di polizia regionale. “La polizia locale è per definizione legata al municipio. Se si riesce a definire una riforma organica così concepita bene, altrimenti fermiamoci dove siamo, una legge diversa sarebbe una cosa molto più grave”.
Da parte sua Ciro Buonajuto, vicepresidente nazionale dell’Anci e delegato Sicurezza e legalità, ha fatto cenno ad un investimento articolato per rafforzare la sicurezza nei territori: “Da un lato bisogna aumentare le risorse per la prevenzione, dalla videosorveglianza fino all’incremento dell’organico della Polizia Locale”. Ma d’altro canto è necessario puntare sulla cultura, a partire dalla scuola. “Vanno date gambe alla legge sull’educazione civica, tanto voluta dai sindaci ma svuotata di contenuti, e va promosso un programma triennale educativo nazionale a partire dalla sicurezza stradale e dalla legalità”. Infine, è “necessario investire sulle periferie delle città per una riqualificazione urbanistica e sociale: dove ci sono centri di aggregazione, c’è più sicurezza, appartenenza alla comunità e salvaguardia del bene comune”.
“Sulle politiche di sicurezza urbana sono stati fatti importanti passi in avanti, dal decreto Maroni e fino alla riforma del 2017, e siamo giunti ad un buon equilibrio sia nella definizione di politiche autonome che nella gestione di interventi integrati che coinvolgono sindaci, questori e prefetti”, ha osservato il segretario generale di Anci Veronica Nicotra. A suo avviso per completare il percorso manca ancora qualcosa: “Come in molti settori dell’amministrazione, spesso ad una legislazione innovativa deve seguire una messa a punto degli istituti necessari per implementare la riforma nei diversi livelli di governo. Mettiamoci intorno ad un tavolo per discuterne con sindaci e polizie locali, il cui ruolo va valorizzato al massimo”, ha proposto rivolgendosi ai rappresentanti del ministero dell’Interno. “Concentriamoci più sulla definizione dei passaggi inattuati della legislazione, piuttosto che fare una riforma complessiva della Polizia locale che guardi solo agli aspetti delle governance”, ha concluso.
Dal rapporto 2022 emerge che il personale delle Polizie Locali – il 15,7% del personale dei Comuni – è diminuito negli ultimi sette anni di quasi l’8% (meno 6.735 unità), con una riduzione del 28% nella sola categoria dei funzionari laureati. Anche se in quasi la metà dei Comandi interpellati (69 Comandi su 144) si sta provvedendo a nuove assunzioni, resta un deficit di organico di 1.711 posizioni organizzative non coperte.
“I diversi interventi tampone che si sono succeduti negli ultimi anni, anche su specifica richiesta di Anci non sono stati sufficienti”, ha osservato Marco Granelli assessore alla Sicurezza di Milano. “È necessario un intervento mirato ed urgente dedicato al potenziamento degli organici del personale, tenendo anche conto della continua diversificazione delle richieste di servizio che arrivano dal territorio”, ha aggiunto l’assessore meneghino. “Ormai le città sono aperte non solo di giorno ma anche di notte, e questo è un fenomeno che non riguarda sole le aree metropolitane ma anche le realtà medio piccole. Senza dimenticare l’effetto aggregativo rispetto alle realtà dei rispetti hinterland territoriali”.
Tra i numerosi campi di attività della polizia locale, sono in crescita gli accertamenti in tema di urbanistico e di edilizia: nell’ultimo anno 9.060 gli abusi accertati (7.537 nel precedente anno); così come le attività in tema ambientale che oggi rappresentano il 16% attività di polizia amministrativa (rappresentavano il 10,5% nel 2020).
Andrea Tobia Zevi, assessore al Patrimonio e alle Politiche Abitative di Roma Capitale, ha illustrato l’azione portata avanti dall’amministrazione capitolina per contrastare il fenomeno delle occupazioni abusive.

“Non si tratta solo di immobili sottratti alle istituzioni pubbliche, ma anche di case private occupate negli anni. Anche grazie all’intesa consolidata con la Prefettura, abbiamo completato una serie di operazioni di sgombero. “Lo abbiamo fatto – ha precisato – cercando di garantire comunque un’alternativa alloggiativa ai nuclei famigliari sgomberati e con un occhio attento alle problematiche specifiche dei singoli nuclei. È stato un lavoro ‘sartoriale’ con l’obiettivo ultimo di favorire l’integrazione delle persone”.

Anche la videosorveglianza è in costante crescita: il 79% dei Comuni ha stilato un regolamento di videosorveglianza, mentre le telecamere installate nel 2021sono in media 192 per ogni città (media più alta rispetto ai 179 del 2020).
“La nostra città ha puntato molto sugli investimenti in videosorveglianza, ma la gestione di queste strutture necessita di un’attenta regia e coordinamento con tutti i livelli amministrativi coinvolti”, ha osservato il sindaco di Verona Damiano Tommasi.

“L’amministrazione comunale si fa carico anche delle spese di  formazione del personale e, molte volte, deve fare i conti con una diversa tempistica nella gestione delle immagini acquisite da parte della Motorizzazione civile”, ha proseguito riferendosi al contrasto delle infrazioni stradali. Per questo Tommasi ha rilanciato la proposta di “sviluppare un tavolo di confronto con Viminale, Anci e Garante della Privacy per arrivare ad una gestione collegiale dei dati”.

Sul tema delle baby gang è intervenuto il sindaco di Napoli Gaetano Manfredi. “La notte è il momento cruciale per questi fenomeni, specie nei weekend l’unica differenza tra giorno e notte è la luce, poi il numero delle presenze in giro per la città è lo stesso. E questo – ha sottolineato – richiede una radicale riorganizzazione dei servizi da garantire h 24, oltre che della dotazione di strumenti tecnologici essenziali per la prevenzione”. Dopo aver delineato le caratteristiche di un fenomeno, espressione soprattutto della delinquenza e del disagio giovanile, il sindaco di Napoli ha sottolineato l’importanza degli investimenti in formazione, a partire dalle scuole. “Servono comunque risorse importanti per integrare i servizi educativi e sociali dei Comuni, così da poter assicurare misure di sostegno a tutte le famiglie. In alcuni casi – ha precisato – le maglie degli interventi non sono molto strette e restano fuori tanti ragazzi che restano ‘invisibili’ fino al momento in cui ci accorgiamo di loro perché delinquono”.
Da parte sua il sindaco di Arezzo Alessandro Ghinelli ha avanzato una proposta specifica per contrastare questi fenomeni sociali in ambito urbano. “Dobbiamo agire anche a livello urbanistico approntando luoghi specifici da dedicare alla socializzazione delle persone”, ha sottolineato accennando ad un progetto avviato ad Arezzo con i fondi Pnrr per riqualificare un vecchio scalo merci ormai diventato una piazza di spaccio. “Abbiamo cercato di mutuare le esperienze di aggregazione realizzate in molti Paesi del Nord Europa. Spero che questo diventi un modello per tutte le piccole e medie realtà urbane che si devono misurare con i nuovi fenomeni di delinquenza giovanile, alimentati dai nuovi strumenti di comunicazione digitali”.
Sulla sicurezza stradale in ambito urbano, è infine intervenuta Valentina Orioli, assessore alla mobilità, del Comune di Bologna “Bisogna approcciarsi a questo tema in modo nuovo, affrontandolo con una visione integrata in cui sicurezza e politiche di prossimità devono viaggiare insieme. Garantire strade sicure vuol dire promuovere innanzitutto una nuova mobilità, che tiene insieme sicurezza, una migliore fruibilità dello spazio pubblico e l’impegno sul clima. Per questo, da giugno, Bologna sarà una ‘Città 30’ con l’obiettivo di portare a zero le morti sulle strade”.

Tra le MENZIONI SPECIALI, riconoscimento al comando di Bari, premio Sicurezza urbana.

Antonio Branca